paura

Hanno ucciso tutti

Elisabeth, Sfollata Sud Sudan

Vivo a Pieri, Sud Sudan, da tre mesi. Sto in città, sotto un albero, in un terreno che appartiene a qualcun altro. Tutta la mia famiglia è a Pieri. Siamo fuggiti dai combattimenti. Degli uomini armati sono arrivati e hanno cominciato a fare un massacro.

Quando siamo fuggiti abbiamo perso alcuni bambini perché era impossibile correre con loro. Quindici persone che conoscevo sono state uccise e altre dieci colpite dai proiettili. Erano bambini, donne e uomini. So anche di donne che sono state stuprate ma molte di loro non hanno raccontato a nessuno quello che hanno subito, neanche ai loro mariti.

Abbiamo tanti problemi qui: non ci sono case, non c’è cibo e sta arrivando il colera. Abbiamo ricevuto una busta di cibo sufficiente più o meno per 12 giorni. 

Alcune persone sono disorientate, perché non mangiano e non bevono. Nessuno ha uno stipendio e nessuno può comprare legna da ardere. Io, quando non ho nulla da vendere, non ho neppure i soldi per comprare al mercato. L’acqua non basta per tutti. 

Vorrei tornare a casa ma non posso. Il nostro tukul è stato bruciato e non posso tornare a Yuai finché tutti i soldati non se ne saranno andati. Ho troppa paura.

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